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Versetto 277 — La Liberazione attraverso il Distacco

« Tutte le cose composte sono impermanenti » — colui che, con saggezza, percepisce ciò, si distacca dalla sofferenza. Questa è la via della purificazione.

Praticate pacificamente

Per un minuto, contemplate un oggetto intorno a voi o una sensazione nel vostro corpo, ripetendo silenziosamente: « Anche questo cambierà e scomparirà. »

Osservate il rilascio immediato di ogni tensione o attaccamento.

Riflessione e spiegazione

L'impermanenza (Anicca) è la constatazione fondamentale su cui poggia l'intera struttura dell'insegnamento buddista. Tutto ciò che è assemblato, creato o formato — che si tratti di un oggetto materiale, di un corpo, di un pensiero, di una relazione o di un'emozione — è soggetto alla legge del cambiamento ininterrotto e della dissoluzione. La causa principale della nostra sofferenza risiede nella nostra tendenza nevrotica a voler fissare ciò che è fluido, a esigere permanenza in un mondo in perpetua mutazione. Quando ci aggrappiamo alle cose piacevoli sperando che durino per sempre, ci prepariamo alla delusione e al lutto. La saggezza non consiste nel distaccarsi dal mondo con freddezza o indifferenza, ma nell'amarlo per quello che è: un passaggio prezioso ed effimero. Percepire la natura impermanente del reale permette di assaporare il momento presente senza afferrarlo, e di attraversare le prove sapendo che avranno fine. Questo consapevole lasciar andare purifica la mente dall'avidità e dall'ansia, rivelando una pace profonda che non dipende più dalle forme mutevoli della vita.

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